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Coronavirus, in Italia si punta su telelavoro ed e-learning

Torna indietro  Marzo 2020sabato 14 marzo 2020

 

La circostanza non è delle più felici, certamente ne avremmo volentieri fatto a meno. Il Coronavirus sta mettendo in ginocchio l’Italia, e non solo, sia dal punto di vista della salute dei cittadini che in termini di economia. Una situazione drammatica che sta portando necessariamente al cambio delle abitudini quotidiane per superare l’emergenza.
Il primo step, provvedimento deciso dal Governo Conte, è stato quello di ricorrere allo smart working o telelavoro: in modo più semplicistico si parla di lavorare da casa, onde evitare contatti ravvicinati. Per la maggior parte degli italiani rappresenta una novità assoluta mentre per altri è ormai ordinaria amministrazione. Pensiamo soprattutto a chi lavora con il web: per tutte queste persone lo smart working è una realtà consolidata.

 

Cos’è lo Smart Working?

 

Da definizione dello stesso Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, lo smart working (che viene tradotto come ‘lavoro agile’ o ‘semplice’, da intendersi come tipologia di approccio) è “una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall'assenza di vincoli orari o spaziali”.
In sostanza ciascuno ha determinate mansioni e compiti da portare a termine, senza imposizioni su dove e come eseguirle. Il lavoratore gode, quindi, di ampia autonomia e flessibilità nella scelta di orari e spazi per portare a termine il lavoro. Quello che conta è il risultato finale.
Un po’ come un freelance ma con la differenza che si è comunque dipendenti e quindi si fa capo ad un unico datore di lavoro, mentre un freelance è un libero professionista che può instaurare tante collaborazioni quante riesce a gestirne. Il vantaggio dello smart working è anche quello di non dover impiegare tempo in spostamenti e di non avere necessariamente bisogno di una sede fisica da condividere: si può lavorare anche da casa, in modo semplificato, motivo per il quale il lavoro viene definito ‘smart’.

 

Formarsi con l’e-learning

 

Con la situazione critica delle ultime settimane c’è anche un altro concetto che si sta diffondendo in Italia tra utenti che hanno necessità di studiare:
l’e-learning. Oltre ai luoghi di lavoro sono state chiuse (e lo resteranno per un po’) anche scuole, università, istituti di formazione e qualunque altro luogo dove si possa generare un assembramento di persone.
In sostanza anche la didattica rischia di andare a gambe all’aria. Ecco perché tantissime realtà si stanno affidando all’e-learning: la formazione online, come abbiamo visto, offre molteplici vantaggi. Una modalità nuova che consente di formarsi davanti allo schermo del pc, in qualsiasi momento della giornata e dovunque ci si trovi, quindi anche compatibilmente con i propri impegni.
L’e-learning è esattamente questo: formazione online che sfrutta le diverse tipologie di insegnamento tra le quali i webinar in diretta, i corsi e video-corsi online eseguibili in completa autonomia, materiale didattico scaricabile, le accademie ed università online. 
Lezioni a distanza che tornano utili a chi vuole o deve frequentare un corso di formazione ma non ha modo di farlo fisicamente. In pratica è quanto si sta registrando in questi giorni, con l’emergenza del Coronavirus che si è diffuso nel nostro paese. E proprio il ricorso allo smart working ed alla formazione online, con l’e-learning, sono la testimonianza di come tutti quanti noi non ci arrendiamo e non ci fermiamo dinanzi a questo nemico invisibile e subdolo.