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Colloqui di lavoro, il futuro è l’intelligenza artificiale?

Torna indietro  Luglio 2019giovedì 25 luglio 2019


Un dualismo costante al quale si assiste da sempre e che, periodicamente, si arricchisce di nuove dimensioni. L’infinita corsa tra l’uomo e la macchina sul posto di lavoro è una problematica che affonda le proprie radici molto lontano nella storia e secondo alcuni la mente umana non potrà mai essere sostituita del tutto, sarebbe troppo complesso gestire ogni passaggio tramite i robot.

Tuttavia, anno dopo anno e con riferimento soprattutto alle operazioni di fatica, si è assistito all’incremento di utilizzo delle macchine all’interno dei processi produttivi. Un processo che a breve potrebbe riguardare non più soltanto i lavori manuali ma anche le questioni decisionali.

Si perché in Svizzera si sta sperimentando la figura del “reclutatore virtuale” per i colloqui di lavoro: a lanciare la novità una compagnia di assicurazione che ha deciso di ricorrere ad una figura di intelligenza artificiale.

 

Reclutatore virtuale per colloqui di lavoro
 

Un algoritmo che dovrebbe sostituire in tutto e per tutto quanto fatto oggi, all’interno di ogni realtà aziendale, dalla figura nota come responsabile risorse umane e addetto alla selezione del personale.     

Si tratta, per adesso, di un progetto in fase sperimentale ma che, in futuro, potrebbe diventare una realtà acquisita e condivisa da una larga maggioranza del mondo aziendale. I reclutatori virtuali sono algoritmi che vanno a sostituire il datore di lavoro nel processo di decisione per l’assunzione. Il tutto passa inevitabilmente da un colloquio standardizzato con domande predefinite che verranno poi prese in esame proprio da un software in grado di analizzare le risposte, ma viene preso in esame anche l’atteggiamento della persona con riferimento a gestualità, attitudine, capacità di porsi nei confronti del cliente.

In sostanza il reclutatore virtuale sarebbe in grado di sostituire, in tutto e per tutto, la figura di addetto alla selezione del personale di una azienda andando a tracciare un profilo approfondito del candidato.

 

La figura del responsabile delle risorse umane
 

Un campanello d’allarme anche per chi si occupa oggi di Gestione Risorse Umane e Selezione del Personale. Figure che sono presenti in ogni azienda di medie o grandi dimensioni e che svolgono mansioni fondamentali in termini di programmazione del numero di risorse da assumere, definizione delle attitudini che ciascuna di queste risorse dovrebbe avere, ricerca dei profili maggiormente adatti, passando anche per il tramite dei colloqui di selezione.

Una figura che possiede un lato molto ‘umano’, nel senso che deve valutare da vicino attitudini e capacità di ogni singolo profilo che si candida per la posizione aperta.
Ecco che, di conseguenza, un discorso come quello portato avanti in fase sperimentale in Svizzera andrebbe a stravolgere totalmente l’approccio della ricerca dei profili professionali; comporterebbe, inoltre, anche un cambiamento radicale in ottica “lavoratore”, analizzando quindi l’altro lato della medaglia, in quanto i candidati non avranno più di fronte un umano, con annesse attitudini e debolezze, ma bensì un robot con intelligenza artificiale e con il quale potrebbero venir meno fattori quali feeling e buon senso.