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Ammalarsi di lavoro si può. I disturbi psicologici riconosciuti

Torna indietro  Gennaio 2020sabato 25 gennaio 2020

 

Disturbi psicologici da lavoro, quali sono

 

Ansia da prestazione, agitazione profonda e persistente, irritabilità: forse non tutti sanno che questi fattori apparentemente banali possono, in alcuni casi, essere la spia di un disagio psicologico profondo legato al lavoro.


Si parla di stress da lavoro correlato ma non solo, anche di altre patologie connesse ed affini.

 

Di cosa si tratta esattamente? Di una serie di disturbi acuti che nel continente europeo colpiscono statisticamente 1 lavoratore su 4, più precisamente chi è costretto a svolgere la propria professione in condizioni lavorative non adeguate e mal gestite.


Le patologie psicologiche legate al lavoro non sono riconosciute propriamente come malattie, ma chi ne è affetto presenta sintomi e comportamenti che possono talvolta sconfinare e degenerare in veri e propri disturbi da gestire con psicofarmaci e terapie cognitivo- comportamentali di supporto.


Il fattore responsabile alla base di tutto è semplicemente, si fa per dire, lo stress. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta e come intervenire in questi casi.

 

Stress da lavoro correlato e Burnout

 

Si parla essenzialmente di due distinti disturbi: stress da lavoro correlato e burnout. Chi è affetto da stress da lavoro correlato presenta una serie di sintomi sia a livello fisico che psichico quali stanchezza cronica, ansia persistente, angoscia profonda, depressione, sbalzi repentini di umore, crisi di pianto, attacchi di panico, ridotta capacità di concentrazione.


Tutto ciò determina, di conseguenza, una serie di malesseri somatici che si traducono in: problemi gastrointestinali, respiratori, dermatologici, cardiaci e disturbi del sonno. Chi soffre di stress da lavoro difficilmente riesce a comprendere clinicamente la propria condizione, pensando piuttosto che la causa di ogni problema e difficoltà, sia nella vita privata che lavorativa, dipenda da incapacità e inadeguatezza personale.


Il burnout indica un disagio profondo a livello emotivo che si prova nel luogo di lavoro: la differenza principale con lo stress da lavoro correlato è dovuta alla sua connotazione relazionale. Se quest’ultimo è un disturbo che nasce quando le richieste dell'ambiente di lavoro superano le capacità del lavoratore, il burnout è invece una tipologia di risposta allo stress da lavoro cronico. Dati alla mano, si verifica soprattutto in lavoratori che erano partiti pieni di entusiasmo ed aspettative per la loro posizione occupazionale.

 

Come uscire dalle patologie psichiche legate al lavoro

 

Dal 2010, per tutelare i diritti fondamentali dei lavoratori e garantire loro condizioni lavorative adeguate, è obbligatorio per le aziende monitorare lo stato di salute dei dipendenti attraverso apposite figure professionali (medici e psicologici) che hanno il compito, appunto, di assicurare ai lavoratori che il luogo nel quale essi svolgono la propria mansione non sia fonte di stress.


Sono state stilate, a tal proposito, precise linee guida da seguire affinché i lavoratori siano tutelati e i datori non perdano risorse anche in termini economici. Esistono anche corsi di formazione aziendale per stress da lavoro correlato che nascono per far conoscere i rischi legati al sopraggiungere di questo disturbo.


Qualora sorga nel dipendente il dubbio di soffrire di stress da lavoro correlato, la principale cosa da fare è chiedere aiuto. Se la postazione di lavoro è fonte di stress impossibile da gestire, rivelandosi altresì concausa di forte insicurezza e senso di inadeguatezza, è bene rivolgersi alle figure preposte sopra menzionate, senza vergogna o timore. Il primo passo verso la guarigione è proprio la presa di coscienza del problema.


Anche perché si parla di una problematica che va a toccare le stesse aziende, poiché il lavoratore in difficoltà incorre in assenze ripetute per malattia, difficoltà relazionali, prestazioni lavorative insufficienti qualitativamente, rapporto di conflittualità con colleghi e superiori. Assenteismo e scarsa rendita determinano, naturalmente, ingenti perdite economiche per l’azienda.