image

Ente accreditato alla Regione Lombardia
per i servizi alla Formazione

image

image
UNI EN ISO 9001:2015

Ente certificato per la "Progettazione ed Erogazione
Corsi di Formazione Professionale Online ed in Aula".

Certificazioni

Il fenomeno del Mobbing, la piaga del lavoro

Torna indietro  Gennaio 2019giovedì 10 gennaio 2019

 

 

È una delle piaghe più diffuse nel mondo del lavoro che implica una dequalificazione del lavoratore stesso con ulteriori danni annessi. La definizione di "mobbing" si riferisce all’ insieme dei comportamenti di matrice persecutoria che, facendo leva su violenze psicologiche, hanno come conseguenza quella di emarginare il lavoratore.
Comportamenti vessatori ripetuti nel tempo che possono essere messi in essere o da colleghi o da superiori. Una definizione che comprende diverse azioni al punto che, parlando in termini pratici, diventa complesso andare a circoscrivere comportamenti precisi che possono configurare un caso di mobbing.
Ed allora come fare a riconoscere questo sgradito attore che può presentarsi in un contesto lavorativo? E come mai in Italia si parla di numeri in crescita con riferimento al mobbing?

Il significato di Mobbing

Con il termine "mobbing" si va ad indicare ogni azione che possa delinearsi come angheria nei confronti di un lavoratore. Si parla di comportamenti che tendono ad emarginare un individuo, a criticarlo costantemente, spesso anche a calunniarlo.
L’obiettivo, ovviamente, è quello di sabotare il lavoratore al fine di eliminarlo dal luogo di lavoro. Per configurarsi come tale una azione di mobbing deve essere ripetuta nel tempo in modo sistemico. Il primo ad utilizzare questo termine fu lo psicologo tedesco Heinz Leymann, sul finire degli anni ‘80, partendo proprio dal verbo inglese ‘to mob’ che va ad indicare l’azione di assalire o infastidire qualcuno.
Comportamenti dunque che, se ripetuti nel tempo e perpetrati con insistenza, possono arrivare a rovinare la vita della vittima. Ma come ci si può difendere dal mobbing sul luogo di lavoro?

Difendersi dal Mobbing: cosa dice la legge?

Come base di partenza va ricordato che nel nostro paese non esiste una legge specifica a tutela dei lavoratori vittime di episodi di mobbing. Si procede, quindi, di circostanza in circostanza facendo riferimento ad altre norme presenti nel nostro ordinamento, anche costituzionali.
Si pensi alla tutela della salute sul luogo del lavoro, parlando di norme costituzionali, od alla responsabilità extra-contrattuale in termini civilistici. Episodi di mobbing ripetuti possono avere influssi diretti sulla salute dell’individuo. Alcuni esempi di mobbing?
Tra i più diffusi il demansionamento, ossia dequalificare il lavoratore facendogli svolgere ruoli inferiori rispetto alle sue qualifiche; rimproveri costanti da parte di un superiore (in questo caso si parla di bossing, quando il mobbing arriva da una figura di gerarchia più alta); l’esclusione reiterata da iniziative sul luogo di lavoro; restrizioni materiali ripetute, come accesso negato alla rete internet o chiusura della casella di posta elettronica.

Le cause del Mobbing

Perché tutto questo? Quali sono le ragioni che spingono ad un comportamento tale da parte di un lavoratore o di un superiore? L’obiettivo che si cerca di raggiungere è, quasi sempre, la distruzione psicologica e professionale della persona ed è spesso figlio di una strategia aziendale.
Dietro a molti casi di mobbing si nascondono tentativi di mettere il lavoratore nelle condizioni di andarsene via volutamente, senza incorrere in grane future dal punto di vista sindacale; il tutto a causa di necessità di riduzione dell’ organico in azienda, di razionalizzazione del personale o semplicemente perché la persona in questione è indesiderata.
Un comportamento, quello del mobbing, che spesso nasconde un preciso disegno aziendale ed il cui scopo è quello di liberarsi di un lavoratore che, per vari motivi, non è più gradito nel contesto lavorativo.