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Come convertire una attività su internet?

Torna indietro  Aprile 2020lunedì 27 aprile 2020

 

Per alcuni è una scelta operata in modo consapevole, per altri potrebbe essere una necessità visti i tempi che si sono prospettati all’orizzonte. Riconversione multimediale, un termine che sta girando parecchio in queste settimane in cui si è alle prese con il Coronavirus e con tutto ciò che questo ha comportato in termini di danni all’economia nazionale.
La ricostruzione sarà lunga e complessa, questo ci dicono tutti gli indicatori oltre che i maggiori esperti del settore; con ogni probabilità alcune figure professionali scompariranno, altre dovranno reinventarsi un modo di operare per limitare i contatti fisici. Ecco che allora si guarda nuovamente alla rete per trovare nuove opportunità o per delocalizzare la propria attività in un contesto multimediale.
La riconversione digitale di tante piccole e medie aziende sarà un processo al quale si assisterà non appena inizierà la tanto attesa ‘fase2’, quella che ci vedrà finalmente uscire di casa e che dovrà fissare i nuovi “paletti” per ricostruire l’economia nazionale.

 

Riconversione digitale delle imprese
 

Riconvertire vuol dire effettuare una delocalizzazione della propria attività dal mondo reale a quello virtuale della rete. I perché di questa operazione sono presto detti: in rete i costi di un qualsiasi business sono più bassi, una attività online non deve pagare affitto di strutture, come nel caso di chi ha una azienda fisica; inoltre potenzialmente si può raggiungere un pubblico molto più ampio, sulla carta sconfinato.
I punti di vantaggio ci sono e questo è evidente; certo è che il processo di riconversione digitale che si sta promuovendo non potrà riguardare tutte le imprese produttive, ma solo quelle che potranno continuare a lavorare delocalizzando in rete. Chi ha un’impresa di costruzioni, ovviamente, non può operare dalla rete così come chi ha un ristorante, a meno che non si pensi di stravolgere il proprio business e dedicarsi esclusivamente al “delivery”.

 

La questione del “Digital divide”
 

Tra gli aspetti da ottimizzare, prima di partire con un processo così complesso e ambizioso, c’è anche il “Digital divide”. Un gap, come suggerisce il nome, che dovrebbe essere colmato prima di dare il via a qualsiasi operazione di questo tipo.
Con il termine “Digital divide” si fa riferimento al divario che intercorre tra chi ha un adeguato accesso alle tecnologie internet e chi, invece, no. E questa forbice può dipendere da vari fattori: esterni, come nel caso di chi abita in zone svantaggiate dove ancora non arriva la connessione a banda larga; ma anche per scelta o impedimenti di altra natura, pensiamo alle fasce di età più anziane che non hanno troppa dimestichezza con internet.
Ecco, quando si partirà con un progetto così ambizioso, quale quello di una riconversione multimediale di alcune piccole e medie imprese, si dovrà necessariamente colmare prima questo gap, consentendo ad una fascia di popolazione più ampia possibile l’accesso e l’uso della rete.

 

Come riconvertire una azienda in rete?
 

Fin qui la teoria; ma nel concreto, come si fa a riconvertire una azienda in rete? I passaggi sono molteplici, dipende dalla tipologia di attività che si ha. Un sito web aziendale potrebbe essere il primo punto da cui partire; si parla di una vetrina, per promuoversi. Sito che diventa invece necessario per chi volesse vendere in rete, pensiamo ai tanti negozi che vogliono automatizzare tutti i processi.
In questo caso si parlerebbe di e-commerce, negozi online per l’appunto, che rappresentano una grande semplificazione ma per i quali ci si deve comunque attrezzare in modo adeguato, prevendendo metodi di pagamento digitali, spedizioni continue in tutta Italia, una adeguata policy di vendita.
Quale che sia il progetto in rete che si andrà a lanciare, non si può prescindere da una attività di web marketing. Promuovere il proprio business, onde evitare di fare un buco nell’acqua. Da curare soprattutto i social, indispensabili per portare avanti la propria comunicazione, e la Seo per rendere visibile il proprio sito sui motori di ricerca.
Un modo certamente semplificato di fare attività ma che richiede comunque dedizione, lavoro ed investimento. A seguito del lock down potrebbero essere tante le attività piccole e medie, sparse sul territorio italiano, che decideranno di orientarsi verso questa direzione.